|
||||||||||||||
|
||||||||||||||
|
HOME ==> ARTICOLI ==> LE ZECCHE LE ZECCHE A cura del Dottor Kelios Bonetti, Medico Chirurgo esperto in patologia arrampicatoria
Le zecche sono uno dei principali problemi per coloro che frequentano la montagna. Fortunatamente non tutte le zone sono infestate da questo pericoloso aracnide. I gruppi dove il rischio è notevole sono quelli che rientrano grosso modo nei confini del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (Monti del Sole-Feruch, sottogruppo del Pizzocco, gruppo della Schiara) e quelli della "sinistra Piave". Le gravi malattie che qui possono essere trasmesse dalle zecche sono due: il Morbo di Lyme e la TBE. COME PROTEGGERSI:
E' necessario utilizzare pantaloni lunghi di colore chiaro in modo da renderne più facile l'individuazione. E' bene infilare i pantaloni nelle calze o nastrare i bordi in modo tale che le zecche, risalendo, non vadano sulla pelle, lo stesso vale per le maniche o il bordo inferiore della maglia. Prestare inoltre attenzione a tessuti come la lana, attraverso i quali le zecche possono tranquillamente passare. Ogni tanto bisogna fermarsi per esaminare i pantaloni, uccidendo le zecche che su di essi stanno tentando di salire. Capita, poi, che arbusti del sottobosco permettano alle zecche di "saltarci addosso" nella parte alta del corpo, mentre ci chiniamo durante l'ascesa: fare attenzione a evitare di strisciare contro gli arbusti ed i fili d'erba più lunghi e cospargersi collo, braccia e gambe con prodotti repellenti per le zecche (la loro efficacia è, però, piuttosto scarsa). Esistono prodotti antizecche adatti alla pelle e prodotti più potenti e tossici, che potranno essere spruzzati sui pantaloni e sugli scarponi. Bisogna evitare di sedersi sull'erba, anche sino a quote relativamente elevate (1800 m). COME SI RIMUOVONO LE ZECCHE: Le zecche devono essere subito asportate perchè tanto maggiore è il tempo che restano attaccate alla pelle, tanto più aumentano i rischi di contrarre l'infezione. Per rimuoverle è opportuno non toccarle con le mani usare dei guanti e applicare localmente con un batuffolo di contone o uno straccetto una sostanza oleosa o irritante (alcool, ammoniaca, etere, acetone) lasciandola agire per qualche minuto. L'acaro, nella fase preagonica o nella fase di asfissia provocata dall'otturazione dei pori respiratori, retrae il rostro e può essere facilmente staccato. Utilizzando quindi una pinzetta si deve afferrare la zecca (operando una torsione vicino alla pelle, è molto importante effettuare una trazione lieve associata ad una torsione in senso antiorario, per la conformazione del pungiglione) e staccarla conuna leggera trazione, senza strappare. Quando dalla cute si stacca una zecca sazia di sangue si è soliti schiacciarla con la scarpa o con qualche altro oggetto.
|
|
|||||||||||||
|
||||||||||||||
| Arrampica - arrampicata - falesia - falesie - climb - cuneo - piemonte - roccia - falesia - montagna - cuneese - limone - ceva - garessio - bagnasco - vernante - viozene - upega tenda - ormea - nasagò - murin - limone - piemonte - p.te - Cantarana - Andonno - Valle - Tanaro - Valle - Roya - Valle - Val - Grande - Valle - Curnalét - Valle - Gesso - Valle - Pesio Folchi - Tanarello | ||||||||||||||